Terremoto di San Giuliano, il ricordo della Garante dei Diritti della Persona

Con profondo dolore e con il cuore e la testa ancora rivolti a quella immane tragedia, oggi e domani ricordiamo i bimbi di San Giuliano di Puglia e la loro maestra, Carmela Ciniglio.

La giornata del ricordo è sempre qualcosa di toccante. Scuote le coscienze e ci responsabilizza. Quel sisma impietoso ha devastato la nostra gente, soprattutto chi è stato direttamente toccato negli affetti. Abbiamo tremato tutti, quel giorno. E non solo quel giorno. Abbiamo tremato seguendo le disperate e straordinarie operazioni di soccorso e abbiamo tremato quando siamo stati messi di fronte ad un fatto gravissimo: che l’edificio più danneggiato in quella sciagurata mattina è stata una scuola. Assurdo, la casa dei bambini, il luogo che più di tutti dovrebbe rappresentare la prospettiva, il futuro delle nostre comunità. Siamo rimasti sgomenti, perché non ci siamo spiegati quella scuola che si sgretolava fra altre case che invece sono rimaste in piedi. Abbiamo pianto per quelle povere vittime. E ci siamo interrogati sui perché.

Oggi, anche alla luce degli eventi sismici di agosto scorso, si ripropongono tutte le gravi problematiche legate a un dramma imprevedibile come il terremoto. In particolare la scia di dolore e di ansia che un tale evento porta con sé, prima fra tutte le necessità di dare un ricovero adeguato a chi è rimasto senza una casa. E, nel caso specifico, le conseguenze sociali e umane che la tragedia di San Giuliano, e altre simili, possono determinare.

Nella mia funzione istituzionale, di Garante dei Diritti della Persona, con il pensiero rivolto ai piccoli angeli di San Giuliano, oggi sono particolarmente vicina ai famigliari delle vittime, ai bambini che sono sopravvissuti alla tragedia e a tutti quelli che sono stati devastati dentro. Il supporto psicologico e materiale a queste persone deve essere un punto fermo cui ancorare le coscienze, desiderose di ridare certezze alla nostra vita quotidiana, quelle certezze minate alla base in quei drammatici giorni del 2002.

L’unico modo che abbiamo per sopravvivere a simili tragedie è lavorare sulla nostra capacità di reazione e fornire un sostegno costante a chi ha avuto la sfortuna di soffrire così tanto. Può succedere a tutti. Dobbiamo essere uniti e pronti a sostenere chi ha più bisogno di aiuto. Quel triste evento deve restare un monito eterno: per chi ha delle responsabilità specifiche e per tutti quelli che non vogliono che accada più. In foto il Museo della Memoria costruito sulla scuola 'Iovine'.

Leontina Lanciano
Garante Regionale Diritti della Persona

 

 

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